LA GUERRA D'ETIOPIA
RASTA SCHOOL: lezione 3
a cura di I-renzo
Forse prima di pensare a iniziare nuove guerre, dovremmo imparare da quelle che abbiamo già fatto...
L'Italia è stato il primo paese al mondo a usare armi chimiche contro la popolazione civile, durante l'invasione dell'Etiopia (1935-1941), causando la morte di milioni di persone nonché animali.
"Nel corso del tempo, i periodi che appaiono più maestosi, sono quelli in cui gli uomini trascendono le differenze che li dividono e riconoscono nella loro appartenenza alla razza umana un legame comune.”
Tratto dal libro "QUINDICI STORIE D'ETIOPIA", di Lorenzo Mazzoni
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LA GUERRA D'ETIOPIA
Alzo gli occhi e vedo la scia di una gigantesca stella cadente, dal colore verde brillante. In quel momento mi sembra del tutto normale. È un presagio, parte del mio destino.
Torno a fissarlo e anche lui mi guarda dritto, come assorto.
Poi aggiunge: “Non è solo contro i guerrieri, che il governo italiano ha mosso guerra. È contro tutte le popolazioni, attaccate lontano dalle trincee, col fine di terrorizzarle e sterminarle.”
Dall’alto, una foglia d’autunno cade per un soffio di vento.
“Gruppi di nove, quindici, diciotto aerei si sono succeduti gli uni agli altri, in modo che la nebbia emessa formasse una cappa continua. Fu così che dalla fine del gennaio 1936, soldati, donne, bambini, bestiame, fiumi e laghi furono costantemente bagnati da questa pioggia letale.
Col fine di uccidere sistematicamente tutte le creature viventi, col fine di avvelenare sicuramente le acque e i pascoli, il commando italiano ha fatto passare i suoi velivoli più e più volte.”
L’uomo ha gli occhi lucidi, ma la voce ferma. Guarda il fuoco, come a voler ricordare.
Ed io, guardo il fuoco riflesso nei suoi occhi.
Lo ascolto, senza neanche respirare.
“La vera precisione della barbarie consisteva nel portare devastazione e terrore nelle parti più densamente popolate del territorio, i punti più lontani dalla scena delle ostilità.
Queste paurose tattiche funzionarono. Uomini e animali morirono. La pioggia mortale che era caduta dagli aerei aveva fatto urlare dal dolore tutti coloro che aveva toccato nel volo. Anche tutti quelli che hanno bevuto l’acqua avvelenata o mangiato cibo infetto, sono morti tra atroci sofferenze.
Decine di migliaia sono state le vittime della caduta del gas mostarda italiano…
Lo sapevi?”
Silenzio.
Io non so che dire, lo guardo fisso, come assorto nella sua luce e al contempo perduto nel dolore delle sue parole, del mio pensiero.
Per la prima volta in vita mia, mi vergogno di essere italiano.
“È la moralità internazionale a essere in gioco” aggiunge quieto, con voce tagliente.
“Bisognerebbe fissare l’immagine che hai vissuto tu oggi, per poterla presentare al mondo, e distruggere per sempre nel cuore degli uomini i propositi di guerra.”
Attorno, silenzio.
Anche il fuoco tace.
Né batte il mio cuore, sospeso in un attimo eterno, tra il passato e il futuro.
In alto i due uccelli restano appesi nel vento, planando immobili. Mi osservano, ci ascoltano.
"Nel corso del tempo, i periodi che appaiono più maestosi, sono quelli in cui gli uomini trascendono le differenze che li dividono e riconoscono nella loro appartenenza alla razza umana un legame comune.”
Tratto dal libro "QUINDICI STORIE D'ETIOPIA", di Lorenzo Mazzoni