Ennio Rega - Terra Sporca (Video Ufficiale)

Опубликовано: 21 Июль 2026
на канале: 6T3
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Il clip è satira del potere (inteso genericamente come posizione di superiorità sugli altri), terra sporca quindi: vi si rappresenta l’autore che sogna uno spaventapasseri di due metri e mezzo, insozzato di paglia e stracci, sorta di imperatore romano ridotto ad un fagotto senza vita, costruito a pezzi da 2 personaggi che sembrano usciti da Frankenstein Junior: il professore e il suo obbediente servitore Igor, che cercano di dare dignità ad un mostro, corpo enorme maschile ma con un volto di donna , corona da regina, nel tentativo di umanizzarlo facendo trasparire dalle sue espressioni, paura e dolcezza. Tra i nostri eroi anche un mago e un bambino come usciti da un fumetto anni ’60, sempre vivi nell’immaginario dell’autore che sogna, che seguono ignari in processione l’imperatore trasportato da una setta segreta, incappucciati che incarnano corruzione e complotti, ma anche caste e associazioni al di fuori delle quali, gli isolati, quindi più deboli, soccombono.

Registrato alla Forward Studios di Grottaferrata da:
Ennio Rega, pianoforte e voce e cori;
Lutte Berg, chitarra elettrica;
Pietro Iodice, batteria;
Marco Siniscalco, basso elettrico;
Paolo Innarella, flauto.

Il videoclip ha visto la partecipazione attiva di gran parte del popolo di Corchiano (VT).

L’autore ringrazia tutti ed in particolare per il prezioso sostegno nell’organizzazione, in ordine sparso: Massimo Crescenzi (Sgacio), Giordana Crescenzi, Lucrezia Venturiello, Denise Menicacci, Valerio Bonanni e tanti altri.

TERRA SPORCA
Mi piace la gente che legge studia e mette
in discussione sé stessa
Aperta ad ogni differente gradazione
dell’impossibilità è vero
Mi piace qualcosa di sincero
sulle pareti dei fienili
La voce dei bambini
nelle radici della luna

Terra sporca nel potere nel pensiero
sotto al denaro
Non abbassar l’orecchio non essere
obbediente
E’ mia la fede la mia patria è il mondo
è vile chi lo ignora
La casa è di chi l’abita il tempo è dei filosofi
la terra di chi la lavora

Mi piace la gente nell’instabilità
che vive dell’improbabilità
Che non si sottomette al dominio ed al volere
degli altri alza la testa
Tutt’altro credi c’è nel mondo oltre ciò che puoi
prendere e tenere stretto con le mani