Gurdjieff e i 7 tipi umani - 6a puntata

Опубликовано: 12 Октябрь 2024
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Uomo n. 1
ha il centro di gravità della sua vita psichica nel suo centro motore. È l’uomo del corpo fisico, in cui le funzioni dell’istinto e del movimento predominano sempre sulle funzioni del sentimento e del pensiero.

Il sapere n. 1 è basato sull’imitazione, gli istinti o imparato a memoria, meccanicamente, per ripetizione.

La sua religione è fatta di riti, di forme esteriori, di sacrifici e di cerimonie brillanti che possono essere talvolta di imponente splendore o al contrario di carattere lugubre, selvaggio e crudele.

Uomo n. 2
il centro di gravità della sua vita psichica si trova nel centro emozionale; è dunque l’uomo in cui le funzioni emozionali predominano su tutte le altre, è l’uomo del sentimento, l’uomo emozionale.
L’uomo n. 2 non vuole sapere nulla di ciò che non gli piace. Oppure, se è un uomo malato, è attratto da tutto ciò che gli dispiace, è affascinato dalle proprie ripugnanze, da tutto ciò che provoca in lui l’orrore, lo spavento e la nausea.

La sua religione è basata sulla fede, l’amore, gli slanci, l’adorazione e l’entusiasmo, che non tardano a trasformarsi in una religione di persecuzione, di oppressione e di sterminio degli eretici e dei pagani.

Uomo n. 3
centro di gravità della sua vita psichica è nel centro intellettuale; in altri termini, è un uomo in cui le funzioni intellettuali predominano sulle funzioni emozionali, istintive, motorie; è l’uomo che ragiona, che ha una teoria per tutto ciò che fa, che parte sempre da considerazioni mentali.

Il sapere dell’uomo n. 3 è un sapere fondato su un pensare soggettivamente logico, su parole, su una comprensione letterale.

La sua religione è intellettuale e teorica, una religione di prove e di argomenti, fondata su ragionamenti, interpretazioni e deduzioni logiche.

Ogni uomo nasce n. 1, n. 2, n. 3.

Uomo n. 4
non è nato tale, ed è diventato n. 4 in seguito a sforzi di carattere ben definito. L’uomo n. 4 è sempre il prodotto di un lavoro di scuola. Non può nascere tale né svilupparsi accidentalmente: le influenze ordinarie dell’educazione, della cultura ecc., non possono produrre un uomo n. 4. Il suo livello è superiore a quello dei precedenti; egli ha un centro di gravità permanente che è fatto delle sue idee, del suo apprezzamento del lavoro e della sua relazione con la scuola. Inoltre, i suoi centri psichici hanno già incominciato a equilibrarsi; in lui, un centro non può più avere una preponderanza sugli altri, come per gli uomini delle prime tre categorie.

L’uomo n. 4 comincia già a conoscersi, comincia a sapere dove va.

Il suo sapere è una specie completamente differente dai precedenti. È un sapere che viene dall’uomo n. 5, il quale l’ha ricevuto dall’uomo n. 6, il quale l’ha attinto alla sorgente dell’uomo n. 7. Tuttavia è chiaro che l’uomo n. 4 assimila di questa conoscenza solo ciò che è in rapporto alle sue possibilità, ma a confronto dei precedenti il sapere dell’uomo n. 4 ha incominciato a liberarsi degli elementi soggettivi ed è in cammino verso il sapere oggettivo.

Uomo n. 5
è già il prodotto di una cristallizzazione; egli non può cambiare continuamente, come gli uomini n. 1, n. 2 e n. 3. Ma si deve notare che l’uomo n. 5 può essere sia il risultato di un lavoro giusto come il risultato di un lavoro sbagliato. Egli può essere diventato n. 5 dopo essere stato n. 4 e può essere diventato n. 5 senza essere stato n. 4. In quest’ultimo caso non potrà svilupparsi oltre, per diventare n. 6 egli dovrà prima rifondere completamente la sua essenza, già cristallizzata. Dovrà perdere intenzionalmente il suo essere di uomo n. 5. Ora, questo non può essere portato a termine che attraverso sofferenze terribili. Per fortuna, tali casi di falso sviluppo sono molto rari.

Il sapere dell’uomo n. 5 è un sapere totale e indivisibile. L’uomo n. 5 possiede un Io indivisibile e tutta la sua conoscenza appartiene a questo Io. Non può esserci un io che sappia qualche cosa senza che un altro io ne sia informato. Ciò che egli sa, lo sa con la totalità del suo essere. Il suo sapere è più vicino al sapere oggettivo di quanto può esserlo l’uomo n. 4.

Uomo n. 6
segue da vicino l’uomo n. 7. Differisce da lui solo per qualcuna delle sue proprietà che non sono ancora diventate permanenti.

Il sapere dell’uomo n. 6 rappresenta l’integralità del sapere accessibile all’uomo, ma può essere ancora perduto.

Uomo n. 7
è giunto al più completo sviluppo possibile per l’uomo e possiede tutto ciò che l’uomo può possedere, come volontà, coscienza, un Io permanente e immutabile, individualità, immortalità e una quantità di altre proprietà che nella nostra cecità e nella nostra ignoranza noi ci attribuiamo.


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