In via Vasca Cozzolino, nella parte più a Nord del comune di Pollena Trocchia, laddove un tempo sorgeva un Lagno Borbonico, sono collocati i resti di un grosso edificio di epoca romana.
Siamo negli anni 80, nell’area erano iniziati i lavori di costruzione di alcuni edifici destinati ad uso abitativo, che furono presto interrotti dalla sensazionale scoperta di un antico complesso romano. Inizialmente si cercò di ovviare a quello che era stato considerato un “problema” distruggendo i ritrovamenti ma intervenne la Soprintendenza Archeologica che impedì il compimento dell’atto vandalico e ipotizzò, da quanto era venuto alla luce, potesse trattarsi di una fattoria datata post 79 d.C. Purtroppo non si procedette con i lavori di recupero ed il sito venne abbandonato diventando presto una discarica abusiva.
Nel 2006 nacque l’Apolline Project, un progetto di ricerca multidisciplinare rivolto allo studio e alla valorizzazione dei territori di Napoli e Nola meno noti ed in particolare le evidenze archeologiche presenti proprio nel Comune di Pollena Trocchia, preso a campione per l’intera area nord-vesuviana, nato in collaborazione con l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa e numerose altre Università straniere.
Grazie a tale progetto giovanile si procedette dapprima alla bonifica e successivamente al vero e proprio scavo archeologico, con il quale venne riportato alla luce un grande complesso termale, effettivamente successivo all’eruzione del Vesuvio del 79, databile quindi intorno al II sec. d.C., caratterizzato da circa 14 ambienti, tra cui una cisterna, un deposito per la legna, fornaci per riscaldare aria ed acqua ed infine gli effettivi ambienti termali. Il grande edificio venne parzialmente distrutto dall’ eruzione del Vesuvio del 472, nuovamente abitato come dimostrano alcune strutture trovate ad una quota più alta, per poi essere definitivamente sepolto ed abbandonato in seguito alle successive eruzioni del 512 d.C.
Nel sito sono stati inoltre trovate tre sepolture e diversi resti umani di circa nove individui: quella forse più antica, appartiene ad un bambino di circa 6 anni, e vicino ai suoi resti, fu rinvenuta anche una moneta con la raffigurazione dell’imperatore d’Oriente Marciano, lasciando supporre quindi che il piccolo dovette essere seppellito durante il suo governo, nel 450 – 457 d.C. Le altre due sepolture furono rinvenute nell’area del cortile e si crede siano contemporanee a quelle del bambino, ovvero appartenenti tutte alla fase di abbandono della villa; si tratta in questo caso di due neonati, forse gemelli, seppelliti all’interno di un’anfora.