Come trasformare la disperazione in partita IVA?
#Nessunomipuogiudicare è la dimostrazione che anche se si può perdere tutto dall’oggi al domani, se hai una buona parlantina e un bel fisico, puoi ancora farci due soldi.
Una #commedia brillante che prende la crisi economica, la precarietà e il perbenismo e li sbatte in faccia allo spettatore con l’arma più efficace: la risata.
#PaolaCortellesi è Alice, la classica donna della Roma bene che pensa che la povertà sia un problema che riguarda solo le fiction di Rai1. Ha una villa, un marito facoltoso e una vita che sembra uscita da un catalogo di arredamento di lusso. Poi, ovviamente, tutto crolla. E quando dico tutto, intendo proprio tutto: soldi, casa, status sociale. A lei restano solo un figlio, un guardaroba inadatto alla nuova realtà e una discreta dote di disperazione.
Ma invece di piangersi addosso, fa quello che ogni italiano ha imparato a fare meglio di chiunque altro sl mondo… si arrangia, e decide di intraprendere la carriera più antica del mondo. Sì, proprio quella.
Perché nella vita serve creatività ...ed un buon commercialista.
Alice non è una vittima né una cinica: è una donna che scopre quanto sia facile passare dal giudicare gli altri a trovarsi giudicati.
E nel farlo, si scontra con un’umanità quantomeno pittoresca, tra clienti eccentrici e vicini di casa improbabili come un happy hour in cui qualcuno ha sbagliato a dosare gli psicofarmaci. #Lillo, #roccopapaleo e #LuciaOcone, sono un’apparizione mistica; surreali abitanti di un mondo che le sembrava lontano anni luce.
#AnnaFoglietta è l'amica escort che le insegna a rubare la scena come avesse una calamita per l’attenzione.
E poi c’è #RaoulBova, il buon samaritano di periferia, con la sua faccia pulita e rassicurante è l’esatto opposto del cinismo di Alice, creando un contrasto perfetto tra chi ha sempre vissuto nell’agio e chi sa che la vita vera è tutta un altro sport.
La regia di #MassimilianoBruno tiene tutto in equilibrio tra la commedia e la satira sociale, con dialoghi affilati come coltelli, ma che non tolgono mai spazio alla riflessione.
E alla fine capisci che il giudizio degli altri... vale meno di una ricevuta fiscale.