"Abbada a cchi ppijji!" (G.G.Belli Sonetto n°150)

Опубликовано: 26 Август 2026
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Sonetto del 1 Ottobre 1831
Terni
G.G.Belli

Questo componimento fa parte della sterminata produzione dei Sonetti romaneschi e, come spesso accade nell'opera dell'autore, offre uno spaccato satirico, crudo e popolaresco della vita romana, concentrandosi in questo caso sull'inganno amoroso, la dabbenaggine maschile e le donne scaltre.
Il Testo Parafrasato
Per renderlo più comprensibile, ecco una traduzione dal romanesco dell'epoca all'italiano corrente, quartina per quartina.
Prima quartina
Santi che va a strillare con la carriola nocciole, bruscolini e dolcetti avanzati, l'altro ieri ci ha offerto i confetti per aver sposato la figlia di Sciriola.
Spiegazione: Viene presentato il protagonista, Santi, un poveraccio che si guadagna da vivere come venditore ambulante di frutta secca e dolciumi da quattro soldi ("nocchie" e "bruscoletti"). Santi è tutto fiero perché ha appena preso moglie e ha offerto i confetti del matrimonio a tutti.
Seconda quartina
Dio mio, per Dio, gli si allarga la bocca dal ridere! Come ha voluto infilarsi nei vicoletti, si è impiastrato in mezzo a un lago di brodi, di quelli per cui ci vuole la bavaglina.
Spiegazione: Il popolano che parla prende in giro Santi, che ride beato senza sapere cosa lo aspetta. L'espressione "infilarsi nei vicoletti" e il "lago di brodetti" sono metafore colorite per dire che si è andato a cacciare in un mare di guai (un matrimonio con una donna tutt'altro che raccomandabile), una situazione così "sporca" o complicata che serve un bavaglio per non imbrattarsi.
Prima terzina
Ecco quello che succede a tanti sciocchi (gnocchi) che nell'erba medica non sanno mai distinguere le puntarelle (le cicorie buone) dai mazzocchi (i germogli duri e legnosi).
Spiegazione: Il Belli usa una metafora contadina e gastronomica. Santi è un ingenuo ("un gnocco") che non sa distinguere una donna buona, onesta e virtuosa (le puntarelle) da una donna scaltra, dura o di facili costumi (i mazzocchi).
Seconda terzina
Una donna che dimena il sedere come una quaglia, se si morde le labbra e gira gli occhi, se non è già una prostituta, poco ci manca.
Spiegazione: Arriva la sferzante conclusione morale (o meglio, il pregiudizio popolaresco del tempo). Il narratore descrive l'atteggiamento della sposa: una donna che cammina provocante ("smena er cul"), si morde le labbra con fare seducente e lancia occhiate languide. Per il popolano del Belli, questi sono i segni inequivocabili di una donna civetta o di una vera e propria prostituta ("si apputtana nun è, poco la sbajja"). Santi, insomma, è stato clamorosamente raggirato da una poco di buono.
Note Linguistiche e Spiegazione dei Termini
Il Belli stesso, nei suoi manoscritti, inseriva spesso delle note (quelle richiamate dai numeretti nel tuo testo) per spiegare i termini più gergali:
Nocchie, rusicarelle e bbruscoletti: Le nocchie sono le nocciole. Le rusicarelle sono dolciumi duri da rosicchiare, spesso fatti con scarti di zucchero o mandorle di bassa qualità. I bruscoletti sono i semi di zucca salati e tostati.
Fischiarola: Letteralmente il fischietto, ma in senso figurato indica la bocca o una risata sguaiata e compiaciuta.
Infroscià: Cacciarsi dentro, infilarsi di colpo in un luogo stretto o infossato (in questo caso, i vicoletti).
Puntarelle e mazzocchi: Le puntarelle sono i germogli teneri della cicoria catalogna, una prelibatezza romana. I mazzocchi sono i fusti centrali, più duri, legnosi e amari, che spesso si scartano o si danno agli animali.
Smena er cul com'una cuajja: Cammina ondeggiando i fianchi in modo provocante, come fanno le quaglie quando si muovono a terra.
Temi e Significato del Sonetto
Il sonetto ruota attorno a due grandi classici della satira belliana:
1. La satira del "Matrimonio d'interesse" all'incontrario: Santi pensa di aver fatto il grande affare sposando la figlia di Sciriola, ma in realtà ha preso una "fregatura".
2. La misoginia popolare: Il ritratto della donna che emerge dalle terzine è spietato. Agli occhi del popolano romano dell'Ottocento, l'atteggiamento sensuale e provocante di una donna non è indice di fascino, ma il marchio di una condotta immorale.
Belli, attraverso la voce di un cinico osservatore del popolo, smaschera l'ingenuità degli uomini ("li ggnocchi") davanti alle arti seduttive femminili, usando una lingua vivissima, densa di doppie consonanti (tipiche del dialetto romano) e di metafore legate al cibo e alla terra.
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