Impossibile non cogliere, nella giornata di oggi, 5 novembre 2021, analogie e concordanze, anche sentimentali, con un momento di svolta nella storia non solo economica della provincia di Vercelli e del suo Capoluogo.
Siamo nell’anno 1983 e sul ponte di comando dell’Associazione (allora di Viale Garibaldi, come vedremo meglio poco oltre) ed anche in quel caso dopo un lungo percorso che tese a costruire la massima condivisione nella decisione, salì Marcello Biginelli.
Ed a Vercelli tutto cambiò.
In verità, la capacità di “visione” sempre assicurata da Biginelli era cosa già nota, quanto non pienamente compresa dalla città.
Una familiarità con i processi reali in atto nella società, che, già in quegli anni, quando nozioni come quella di “Terziario avanzato” erano patrimonio dei seminari di studio oppure del rapporto Censis di Giuseppe De Rita, grazie a lui circolavano a Vercelli per dire, soprattutto ai giovani che credevano in lui, come il Mondo stesse cambiando.
Occorreva farsi trovare preparati.
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Presidente della Camera di Commercio dal 1967 al 1984, sua era stata la scommessa (vinta, insieme ad Enrico Villani e Renzo Isola, i progettisti) di trasferire la sede dell’Ente, nel 1973, nell’attuale imponente ed innovativo edificio di Piazza Risorgimento.
Una scommessa vinta – si può ormai dire, quando i fatti sono Storia – se non “contro” la città, quanto meno scontando diffidenze ed uno scetticismo di cui – nel proprio ambito – un vero e proprio genio quale fu Enrico Villani non riuscì mai a liberarsi del tutto.
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Ma la grande intuizione, veramente di portata storica, rispetto alla quale tutto il resto è venuto dopo, fu quella di volere a tutti i costi (Mario Draghi avrebbe detto: whatever it takes e non è fuori luogo ricordare come Biginelli parlasse un inglese fluente, cosa non così comune, allora) che uno dei caselli della costruenda Autostrada Voltri Sempione fosse collocato a Larizzate, dove è ora.
Siamo nel 1971.
Ci sono voluti “solo” 40 – 50 anni, ma oggi tutti sappiamo che, senza quel casello autostradale, nulla ci sarebbe dell’Area Pip che ha portato investimenti su oltre un milione e mezzo di metri quadri: da ultimo, lo stabilimento di Amazon.
Si arriva, dunque, al 1983 e Marcello Biginelli è il terzo Presidente della Associazione Commercianti della Provincia di Vercelli”, costituita il 5 maggio 1945, dieci giorni dopo la Liberazione.
Mezzalama è il fondatore e primo Presidente; resta in carica fino al 1951, quando gli succede Franco Levis, che resterà per oltre trent’anni al timone dell’Associazione, appunto fino al 1983.
Si apre, in quel 1983, una stagione di speranze che punta sul “ticket” con Gianni Corino.
Un dream team in cui la città crede a tal punto che, nel 1985, è proprio Biginelli il candidato alla carica di Sindaco e di Presidente della Provincia.
Pur destinatario di una messe di consensi che la città di Vercelli gli assicura, è costretto a scegliere (il sistema dei partiti incominciò in quell’occasione a separarsi, almeno a Vercelli, dal proprio elettorato) per Via San Cristoforo.
Non ci fu tempo, purtroppo, per scrivere un’altra storia: il 1986 è l’anno in cui accade l’impensabile e l’irrimediabile.
Vittima di un ictus che se lo portò via in pochi giorni, il 1 settembre Marcello Biginelli spirò.
Senza nulla togliere ai loro successori in Ascom che, come si vedrà tra poche righe, non hanno mai lesinato impegno e talenti, il vuoto che si creò per quelle perdite non fu mai del tutto colmato nelle Istituzioni, nell’Amministrazione Pubblica, non meno che nella politica.
A Biginelli succede Giovanni Bonetti, imprenditore poliedrico, che parte dalla cartoleria in Corso Libertà, per approdare poi alla ristorazione.
Simbolo di questo ritrovato coraggio e rinnovata fiducia nel futuro, il trasferimento nella nuova Sede di Via Duchessa Jolanda, la Galleria Verdi, dove troviamo ancora “i Commercianti”.
Bonetti passerà la mano, nel 1997, a Giulio Baltaro: ancora un’esperienza nelle Istituzioni, quando Baltaro è eletto, nel 1999, Presidente della Provincia ed ancora un lutto, ad interrompere un cammino, quando, nel 2001, il Presidente muore prematuramente ed improvvisamente.
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Gli succede Tony Bisceglia e siamo ad oggi: dal 2001 al 2021, vent’anni di una presidenza, come egli stesso ha voluto oggi richiamare, “di vicinato”, di prossimità, fianco a fianco con le imprese, piccole e grandi, del Terziario che, nel frattempo, ha di nuovo cambiato non solo “pelle”, ma natura, così come è cambiato il Mercato, non più “luogo” solo o prevalentemente fisico dove si incontrano domanda ed offerta, ma luogo virtuale, dove l’incontro è mediato dal web.
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Angelo Santarella, dunque, settimo Presidente di Ascom Vercelli, dal 1945 ad oggi.
Scriverà, con il suo team (Vice Presidente Vicario Jose Saggia, Vice Presidenti Massimo Maio e Manuela Cerruti) una storia nuova: le attese sono molte.