Nali torna in libertà - Centro Recupero Tartarughe Marine di Brancaleone - Blue Conservancy

Опубликовано: 04 Июль 2026
на канале: Blue Conservancy
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In un assolato giorno di fine estate qualcuno ha avvistato questa Caretta caretta nuotare con difficoltà nelle acque del nostro Ionio reggino.

Prontamente contattati abbiamo soccorso la giovane tartaruga e, una volta trasportata presso il centro recupero tartarughe marine di Brancaleone, abbiamo provveduto a ricoverarla e a iniziare tutto l’iter diagnostico per capire cosa le fosse successo.

Dopo pochi giorni la triste sorpresa: nel suo stomaco c’erano molti frammenti di plastica e di lenza in nylon. Fortunatamente era stata avvistata in tempo e le sue condizioni generali non erano ancora critiche, nonostante non si alimentasse già da parecchio tempo.

Grazie alle terapie farmacologiche, ad una mirata alimentazione e a idonee condizioni di idratazione e temperatura, siamo riusciti a farle espellere tutta la plastica, senza dover intervenire chirurgicamente.

Nali (così battezzata dai nostri volontari) pesa 12 kg ed è un esemplare di circa 10 anni di età.
E’ solo una delle tante vittime della presenza umana in mare. Pesca, inquinamento e traffico nautico rappresentano le principali minacce per tutta la fauna marina.

Se con la pesca sono state stimate circa 150.000 tartarughe marine catturate accidentalmente nel solo Mediterraneo, non vi sono ancora dati certi sul numero di vittime causate dall’inquinamento, ma noi sappiamo per certo che sono dati in aumento ogni anno. Circa una tartaruga su tre di quelle da noi soccorse tra le province di Reggio Calabria e Messina ha ingerito almeno un frammento di plastica oppure è rimasta intrappolata in grovigli di rifiuti o attrezzature da pesca galleggianti.
Si stima, infatti, che il 60-70% di tutta la plastica presente in mare sia formata da attrezzature da pesca abbandonate (lenze in nylon, reti, cordame, boe, fad, galleggianti, cassette di plastica o polistirolo, ecc)

Le tartarughe marine molto giovani che si cibano principalmente in superficie sono quelle più soggette a scambiare per cibo i frammenti di plastica galleggianti (soprattuto le buste di plastica che vengono scambiate per meduse, di cui sono ghiotte).
Frammento dopo frammento la plastica accumulata nel loro stomaco gli conferisce un senso di sazietà che gli impedisce di alimentarsi e anche di potersi immergere in profondità.

Nali è stata fortunata a esser avvistata e poi soccorsa, a esser stata curata e a poter far ritorno nel suo mare, ma che succede a tutte quelle tartarughe che non vengono intercettate dai centri di recupero?
Per Nali e per tutti gli abitanti marini è nostra responsabilità limitare al più presto i danni, acquisendo sempre più consapevolezza e modificando il nostro stile di vita, affinché la nostra “impronta” sul Pianeta sia più leggera possibile.

Ciao piccola Nali, buona fortuna!
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