cibARMI

Опубликовано: 23 Август 2026
на канале: Franca Formenti
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Franca Formenti è un'artivista che vive e lavora a Varese.

La sua ricerca spazia attraverso diverse forme di espressione che includono performance, videoarte e interventi pubblici. Franca, durante la sua carriera, ha partecipato a mostre collettive ed eventi nazionali e internazionali. Ha collaborato con Antonio Caronia, Derrick de Kerckhove e Tatiana Bazzicchelli .

La sua pratica artistica riflette un interesse per temi come la tecnologia, l'attivismo, la micro e macroeconomia. Dal 2007 la sua ricerca e sperimentazione si è spostata sul cibo e il mondo dell’agribusiness che ruota intorno ad esso, portandola ad avvicinarsi al campo dell’economia e del management per comprenderne meglio i codici e le modalità. Nel 2015 apre una Società – FOODPOWER SRL- tentando di fare artivismo attraverso l’attività commerciale di ristorazione e per capire meglio il mondo del business con un approccio sperimentale per ottenere ugualmente un bilancio con utili. Nasce Zona Franca – Take Away Gourmet a Varese che burocraticamente è registrata alla Camera di Commercio come una classica attività commerciale di ristorazione, non un‘associazione, ma che ha l’ambizione di creare un luogo di ricerca e sperimentazione artistica.

Con la collaborazione di Evelyn Leveghi crea il progetto Occupy the Kitchen ! e inizia anche a collaborare con Monika Kostera, economista e collaboratrice di Zygmunt Baumann. Occupy the Kitchen ! è un progetto indipendente di “food artivism” che si occupa di arte e cibo con un approccio attivista, in termini disciplinari fa ricerca in ambito Food Politics e pratica una forma di Socially-engaged Art.


Occupy the Kitchen! nasce prendendo spunto dal libro di Monika Kostera - Occupy Management: Inspirations and Ideas for Self-Organization and Self-Management by Monika Kostera (2014-01-30) -con l’intento di evidenziare che i sistemi che vertono attorno al cibo (divenuto il più florido business al mondo) sono così densi di criticità e hanno tante gravi ricadute a livello sociale, ambientale, psicologico, metabolico che non possono essere trascurate, anzi, vanno indagate, fatte emergere, diffuse e discusse, per determinare nuove traiettorie di agency ed advocacy.