IO VI VEDO...
Siete così impauriti. Di tutto. Anche di dire qualcosa che è ovvio sia soltanto la verità. Perché la verità non si può dire. Soprattutto se sei un medico o un infermiere. Se sei un fedele servitore dello stato. Se sei persona stimata che tiene più alla propria immagine che alla fierezza delle proprie idee.
Non la puoi dire la verità. Non la puoi dire al bar o mentre fai la call con i colleghi. A volte non la puoi dire neanche in famiglia o con gli amici, perché ti prenderebbero per pazzo, per folle, solo perché senti che è giusto ribellarti a questa assurda e ignominiosa farsa.
Ribellarti alla follia di chi ti vuole schiavo, di chi vuole un paese in rovina, senza più lavoro, affetti, futuro, socialità, viaggi, divertimento, concerti, ristorante, palestra, sole, aria!
Ribellarti a chi ti vuole vedere umiliato con una pezza sporca in faccia, che ti toglie il respiro, la parola, l’espressione, l’identità.
E senti che ribellarti è l’unica cosa giusta che puoi, che devi fare.
Ma hai paura.
Paura di essere giudicato, di sentirti solo. Hai paura dell’isolamento, delle leggi, della repressione, dei ricatti, delle minacce, dei sensi di colpa che un branco di ciarlatani in giacca e cravatta vogliono instillarti, con un martellamento mediatico continuo, incessante, asfissiante più di quella caxxo di mascherina che hai imparato a portare sempre con te, ma che oramai odi più della dittatura, perché quella mascherina ne è il simbolo!
E allora aspetti.
E parli, ti confidi solo con chi la pensa come te.
Li cerchi quelli che ti somigliano, che non credono a questa fiction, che conservano ancora un po’ d’autostima, che hanno rispetto per se stessi, che non piegherebbero mai la testa di fronte tanta falsità ed ipocrisia, che non hanno paura né di vivere, né di morire, perché sono sani, mentalmente e spiritualmente.
Li cerchi quelli uguali a te.
Ti ci vedi, ci parli.
Con loro ti abbracci ancora come un tempo, quando li incontri o quando li saluti per andare via.
E nonostante sai che questo tempo ha l’odore della “caccia alle streghe” o il sapore della Germania degli anni 30, non te ne fotte un caxxo di quella mandria di sociopatici ipocondriaci che si tira su la mascherina sul naso quando ti incrocia per strada, di quella massa di ipnotizzati morti dentro, pronti a darti contro solo perché hai a cuore un valore prezioso ed inestimabile, per quanto intangibile ed etereo, che è la libertà.
Non avere paura.
Siamo in tanti, credimi.
Ogni giorno di più.
E più cresciamo, più chi gestisce potere e informazione si incaxxa.
Più aumentiamo, più loro agiscono nervosamente, nell’ansia e nell’iperattività, commettendo macroscopici errori.
Si, perché hanno dato la loro parola che saranno in grado di tenerci a bada con la paura e con la forza, con il terrore e con l’autoritarismo.
Ci tengono, sai, a fare bella figura con i loro “superiori”. Si, proprio quelli a cui hanno svenduto la nostra sovranità. Hanno dato la loro parola che riusciranno ad instaurare questo nuovo modello sociale, fatto di gente che lavora, mangia, dorme, vive in un unico posto: la propria casa. Hanno dato la propria parola che ci toglieranno il “vizio” di socializzare, amare la vita, divertirci, gozzovigliare, andare al cinema, in palestra, in discoteca, in vacanza. Hanno dato la loro parola che riusciranno a marchiarci come bestie, inoculandoci il “sacro siero”, nuovo vitello dorato da venerare nell’era della transizione...
Ma non ce la faranno.
Non ci riusciranno, così come non è mai riuscito chi, con la bramosia del potere e del controllo, ha tentato di sostituirsi a Dio.
Il mondo cambierà, lentamente, con il tempo e, soprattutto, con il volere del Cielo. Non per mano di queste povere piccole anime ubriache e tronfie del nulla a servizio dell’effimero.
Tu, nel frattempo, non mollare!