Oggi una delle opere più romantiche, almeno per me.
Vi racconto la storia alla quale, Canova, si è ispirato:
Psiche era una fanciulla bella e seducente, e scatena le gelosie della dea Venere che, invidiosa della bellezza di quella che alla fine era solo una mortale, decide di vendicarsi con l'aiuto del figlio Amore, il quale avrebbe dovuto farla innamorare di un uomo rozzo che non la ricambiasse.
Tuttavia, appena Amore la vede, se ne innamora perdutamente, e decide con l'aiuto di Zefiro di trasportarla nel proprio palazzo. Lì Psiche trascorre con Amore notti idi passione, senza tuttavia poter guardare il volto dell'amante: Amore, infatti, non rivela la sua identità, per evitare la furibonda ira della madre Venere. Con tutto ciò, eccitata dalle sorelle, Psiche decide di trasgredire il patto e e lo guarda negli occhi. In seguito a ciò Amore, preso dall'indignazione, si allontanò da Psiche, che fu gettata nello sconforto più totale.
Pur di potersi ricongiungere con il divino consorte, Psiche si rende disponibile ad affrontare una serie di prove per ottenere l'immortalità, superandole brillantemente, malgrado la loro atroce difficoltà. D'altronde, erano state organizzate da Venere che, presa dall'ira, decide di sottoporre la fanciulla alla prova più difficile: discendere negli Inferi e chiedere alla dea Proserpina di concederle un po' della sua bellezza. Fu così che Psiche riceve da Proserpina un'ampolla e, presa dalla curiosità, la apre e, con suo grande sconcerto, scopre che il vaso non conteneva bellezza, bensì un sonno infernale che la fa addormentare profondamente. Amore, una volta venuto a conoscenza del tragico destino dell'amante, si reca da Psiche e la risveglia con un bacio: è proprio questo l'attimo che Canova ha voluto eternare nel marmo.
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