Il ricorso per ottenere la cancellazione del "buco di residenza"

Опубликовано: 01 Октябрь 2026
на канале: Boschetti Studio Legale
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Il TAR Lazio, sez. V bis, con la sentenza 18 settembre 2023, n. 13815, ha affermato che la residenza legale ai fini dell’ottenimento della cittadinanza italiana ex art. 9, lett. f), legge n. 91/1992 è accertata solo attraverso la certificazione anagrafica.
Conta quindi solo l'iscrizione anagrafica, che deve essere di almeno 10 anni ininterrotti, e lo straniero non può dimostrare la residenza attraverso prove diverse da questa, come indizi di carattere presuntivo o elementi sintomatici indiretti.
Ne consegue che lo straniero, se ha un buco di residenza, vedrà certamente respinta la sua domanda di cittadinanza per residenza, a meno che riesca ad ottenere la revoca del provvedimento di cancellazione della residenza, attraverso un ricorso in autotutela o davanti al giudice ordinario.
Si tratta del ricorso per annullare il buco di residenza, del quale noi dello Studio Legale Boschetti siamo specialisti, con numerose residenze ripristinate.
Quanto sopra viene riconosciuto anche dal Tar, che ha stabilito che laddove l'interessato avesse voluto efficacemente sostenere la propria effettiva residenza ininterrotta nel Comune, indipendentemente dalle risultanza dei registri anagrafici, avrebbe potuto chiedere al Comune l'annullamento in autotutela del provvedimento di cancellazione della residenza, oppure avrebbe potuto proporre ricorso al giudice ordinario.