Intervento della protezione civile in Val Rosandra.
Sono ben visibili i danni provocati dall'azione della protezione civile, che intendeva mettere in sicurezza l'alveo del fiume. Errata la scelta del periodo di intervento: siamo nel pieno della riproduzione dell'avifauna e degli anfibi. Lascia alquanto interdetti anche la modalità di taglio: asportazione completa degli alberi più grandi (pioppi bianchi di 40 anni del diametro di 90 cm, ontano nero, salici.. cioè tutto il bosco ripariale), compromissione dell'habitat della foresta a galleria che garantiva ombreggiamento e ossigenazione alle specie che la abitano mentre sono rimaste molte delle Robinie che dovevano essere eliminate. Erano presenti, fra gli altri, il picchio rosso maggiore, il picchio verde, la ballerina bianca e gialla, il merlo acquaiolo. E che dire del sito di riproduzione della Rana ridibunda completamente distrutto dal passaggio dei camion? E la rottura dei gradini in arenaria pagati dalla comunità europea solo tre anni fa? E la manomissione dei resti del mulino?