Giuseppe venduto dai fratelli

Опубликовано: 15 Июль 2026
на канале: dianthos1
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"Giuseppe, di cui si narra nel libro biblico della Genesi (37,1 - 50,26), fu patriarca biblico, figlio di Giacobbe e di sua moglie Rachele.
Nacque ad Harran e trascorse la gioventù presso Hebron, dove col padre e i fratelli si dedicò alla coltivazione del grano e alla pastorizia. Giuseppe era il maggiore e il prediletto dei figli di Giacobbe; per questo i fratelli - per odio - lo gettarono prima in un pozzo e poi lo vendettero come schiavo a dei mercanti egiziani. In Egitto Giuseppe entrò nelle grazie di un dignitario della corte del faraone, Putifarre, la moglie del quale decise di concupirlo. Al rifiuto di Giuseppe, però, ella lo accusò di molestie e il giovane fu imprigionato.
Giuseppe aveva però fama di interprete dei sogni. Il faraone quindi lo convocò a corte, ne sperimentò le doti e lo nominò ministro, incaricandolo di salvare l'Egitto dalla carestia. Come alto dignitario Giuseppe ricevette, non riconosciuto, i propri fratelli, che cercavano di sfuggire alla carestia di Canaan con il grano egiziano; egli accettò di aiutare gli ebrei, ma chiese in ostaggio il minore dei fratelli, Beniamino, che fece poi ripartire dopo aver nascosto nella borsa di questi una coppa d'argento. Quando il gruppo fu scoperto e portato di nuovo davanti a Giuseppe, egli non trattenne la commozione, si fece riconoscere e intercesse presso il faraone per far concedere a Giacobbe e ai fratelli un territorio di pascolo.
Gli episodi della storia di Giuseppe sono sempre stati presenti nell'iconografia cristiana a partire dal VI secolo, soprattutto come soggetto di cicli pittorici narrativi. Per la chiesa medievale la vita di Giuseppe prefigurava quella di Cristo e a ciò si deve la sua importanza nell'arte religiosa."