Il 19 settembre 1970 in una piazza della mia città un ragazzo di 22 anni si immolò per la libertà della sua patria la Grecia,contro il regime dei Colonelli,si chiamava Kostas Georgakis.
Si diede fuoco...ma la sua figura è stata presto dimenticata e mi duole dirlo non ci fu nessuno dei nostri cantautori "militanti" che sprecò una sola nota per lui....forse non essendo il suo gesto troppo "pubblicizzato" avrebbe fatto vendere poco...
Kostas Georgakis (Corfù, 23 agosto 1948 – Genova, 19 settembre 1970) è stato un attivista greco, studente di geologia che si diede fuoco il 19 settembre 1970 in piazza Matteotti a Genova in segno di protesta contro la Dittatura dei colonnelli.
Nell'agosto del 1967, pochi mesi dopo il colpo di stato del 21 aprile in Grecia, Georgakis andò in Italia a studiare geologia a Genova.
Nel 1968 Georgakis divenne membro del Partito dell'Unione di Centro Centre Union (EK, Ένωση Κέντρου) di Georgios Papandreou.
Il 26 giugno 1970, Georgakis diede un'intervista anonima a un giornale genovese, durante il quale rivelò che la giunta militare greca si era infiltrata nel movimento studentesco greco in Italia. Nell'intervista dichiarò che i servizi segreti greci avevano creato l'ESESI (Lega nazionale degli studenti greci in Italia) per stabilire uffici in Italia. Una copia dell'intervista fu ottenuta dal consolato greco e fu stabilita l'identità di Georgakis.
Durante il terzo anno dei suoi studi e dopo aver superato con successo gli esami del secondo semestre Georgakis si trovò nella difficile posizione di avere annullata la sua esenzione militare dalla giunta militare così come il suo mantenimento mensile dalla famiglia. La giunta compì questo come rappresaglia per il suo coinvolgimento nel movimento anti-giunta, come membro della filiale italiana del PAK, il Movimento di Liberazione Panellenico (Πανελλήνιο Απελευθερωτικό Κίνημα, Π.Α.Κ.). La sua famiglia gli inviò una lettera che descriveva le pressioni del regime su di loro a Corfù e il fatto che se fosse rientrato per il servizio militare lo aspettava il carcere.
Decise che doveva fare un atto per aumentare la consapevolezza in Occidente circa la situazione politica della Grecia. Una volta presa la decisione di sacrificare la sua vita, Kostas Georgakis riempì una tanica di benzina e scrisse una lettera a suo padre e alla sua fidanzata, a cui diede anche la sua giacca a vento dicendo che non ne avrebbe più avuto bisogno.
All'una del mattino del 19 settembre 1970 guidò la sua Fiat 500 a Piazza Matteotti e compì il suo gesto.
Georgakis morì nove ore dopo, i netturbini che lo soccorsero dissero che le sue ultime parole furono:Viva la Grecia libera.
Per timore di "disordini" la giunta dei Colonnelli impedì per alcuni mesi il ritorno delle sue spoglie a Corfù e rimase in deposito nella cripta del cimitero di Staglieno dove gli amici greci ed italiani andavano a trovarlo portando un garofano rosso.
La sua figura divenne un punto di riferimento per gli studenti del Politecnico di Atene.
Nella sua isola,Corfù, gli hanno dedicato un monumento.