Biografia
Monica Longobardi si è formata all’Università degli Studi di Pisa, vincendo poi un Dottorato di ricerca presso L’Università “La Sapienza” di Roma.
Da docente di Materie letterarie e Latino ai Licei, ha pubblicato molti saggi e volumi di didattica dell’italiano e del latino, tra cui uno dedicato alla ludolinguistica (Vanvere, Carocci, 2011). Dal 1992 ha collaborato con l’IRRSAE Emilia-Romagna in qualità di docente formatore.
Dal 1996 al 2021 ha insegnato Filologia Romanza presso le Università di Siena e di Ferrara. Nel suo ruolo di docente universitaria, si occupata di lirica provenzale, di letteratura francese medievale, di retorica e dialettica, di traduzione letteraria delle lingue romanze. Ha tradotto anche il Satyricon di Petronio (Barbera, 2008; Rusconi, 2015) e le Metamorfosi di Apuleio (Rusconi, 2019).
Dal 2011 ha cominciato ad interessarsi alle riscritture novecentesche della letteratura romanza medievale, inaugurando un nuovo insegnamento dedicato alla posterità del medioevo. Tra i vari saggi sui medievalismi, annoveriamo quelli sulla versione poetica in neovolgare del Roman de la Rose, di Franco Scataglini, uno dei poeti più grandi del XX secolo (Il giardino e la rosa, Mimesis, 2018).
Nell’ambito della valorizzazione delle lingue minoritarie, dal 2015 ha inserito lo studio della letteratura occitanica moderna e contemporanea nei corsi di Filologia Romanza; ha diretto tesi sull’occitano e organizzato a Ferrara convegni internazionali e incontri con poeti e scrittori occitani. Ha studiato i lasciti trobadorici nella poesia di Antonio Bodrero, Claudio Salvagno e Ida Vallerugo (Lengas, 79 / 2016).
Relativamente alla letteratura occitanica moderna e contemporanea, annoveriamo Viaggio in Occitania (VirtuosaMente, 2019); Joan Ganhaire, Voi che mi avete uccisa, VirtuosaMente, 2021; Joseph d’Arbaud, La Bestia del Vacarés, La Noce d’Oro, 2022 (Prefazione).
Video di Andrea Fantino