Yamaha: quando i primi risultati?

Опубликовано: 12 Июнь 2026
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#lanotiziainprimafila
di oggi è dedicata alla Yamaha, che non vince una gara dal GP Germania 2022 e non sale sul podio dal GP Indonesia 2023. Quest’anno, il miglior risultato è fino adesso il settimo posto di Fabio Quartararo nel GP Portogallo. Eppure Yamaha, così come Honda, dispone di concessioni importanti - motori non contingentati, buon numero di test per collaudatori e piloti ufficiali - e tanti uomini sono cambiati dentro al box. Ma i risultati non si vedono: è normale che sia così o il tanto lavoro svolto non sta portando i miglioramenti sperati? Proviamo a capire qual è la situazione.

Fabio Quartararo come Casey Stoner ai tempi della Ducati
Dopo essere stata per tanti anni la moto di riferimento, Yamaha ha cominciato a perdere terreno a partire dal 2017, quando Valentino Rossi ha cominciato a evidenziare le lacune della M1, sottolinenando soprattutto due aspetti: mancanza di grip e metodo di lavoro rispetto alla Ducati. Dal 2019 la situazione è diventata più critica ma i risultati di Fabio Quartararo - e di Franco Morbidelli nel 2020 - hanno mascherato le difficoltà, un po’ come succedeva con Casey Stoner quando correva con la Ducati. Nel 2021, nonostante una M1 non proprio così competitiva, Fabio ha vinto il mondiale, mentre gli altri piloti Yamaha hanno chiuso molto lontani. A Iwata hanno ritenuto che la M1 non fosse poi così male, pensando soltanto a cercare più cavalli per il motore, così come chiedeva Quartararo, trascurando gli altri aspetti della moto, come invece chiedevano gli altri protagonisti. Nel 2022, la situazione è ulteriormente peggiorata, ma il campione francese ci ha comunque messo una pezza, giocandosi il titolo con Pecco Bagnaia. Così, si è perso ulteriore tempo, accumulando ritardo sia nell’individuare i limiti tecnici sia nel metodo di lavoro, che nel frattempo è cambiato in maniera radicale con le innovazioni introdotte da Ducati. Nel 2023 Yamaha ha addirittura perso la squadra satellite, aggravando la situazione, perché i dati a disposizione per migliorare la M1 sono pochissimi a confronto con le altre squadre. Tutto questo ha portata Yamaha a perdere continuamente competitività dal 2018 a oggi. Ecco perché, adesso, è così difficile recuperare.