Il “tempio dell’acqua” sfruttato dagli Arabi
Un piacevole senso di frescura e il gorgoglio dell’acqua accolgono il visitatore che raggiunge le sorgenti naturali ai piedi della “conigliera”, oggi gestite dall’Amap. Un luogo dall’atmosfera suggestiva, un antico “tempio dell’acqua”, che ancor ora rifornisce l’acquedotto palermitano. Nei preziosi quaderni del marchese di Villabianca si fa risalire il nome “Gabriele” alla parola araba “Al Garbal”, che significa grotta irrigante, segno che le sorgenti erano conosciute già nel X secolo. Oltre che per usi domestici, l’acqua era impiegata dalla popolazione per alimentare il funzionamento dei mulini. Geologicamente il sito è costituito da quattro sorgenti da contatto, nelle quali l’acqua sgorga tra le rocce per naturale deflusso. L’alimentazione della falda proviene dal massiccio Sagana-Monte Cuccio.
Per questo video è stato utilizzato un @Apple Iphone 11 PRO
Tripla fotocamera da 12MP con ultra‑grandangolo, grandangolo e teleobiettivo.
Ultra-grandangolo: ƒ/2.4 e angolo di campo 120°
Grandangolo: ƒ/1.8
Teleobiettivo: ƒ/2.0