Il concetto di immortalità è stata sempre presente in Egitto un esempio è il libro dei morti
Il “Libro dei Morti” non è un unico volume, ma piuttosto una serie di testi funerari che sono stati redatti e personalizzati per i defunti dell’alta società egizia. Questi testi derivano dalle tradizioni più antiche dell’Egitto, risalenti al Periodo dell’Antico Regno, e si sono evoluti nel corso dei millenni. Il loro scopo principale era quello di fornire il “sapere” necessario ai defunti per superare le prove dell’aldilà e unirsi agli dei nel campo delle canne, l’equivalente egizio del paradiso.
Ogni capitolo del Libro dei Morti aveva una specifica funzione magica. Alcuni capitoli erano incantesimi per respingere i pericoli dell’oltretomba, come mostri o labirinti, mentre altri garantivano le virtù necessarie per apparire davanti al tribunale degli dei. Un elemento chiave era il “Pesare del Cuore”, un rituale dove il cuore del defunto, simbolo della sua anima, veniva pesato contro la piuma della Ma’at, dea della verità e della giustizia. Solo se il cuore non era più pesante della piuma, l’anima poteva procedere verso l’immortalità.