Malanga . L 'orologio del destino

Опубликовано: 06 Сентябрь 2026
на канале: PointMistery
18,189
911

Nei Veda, viene narrato che l’universo scaturì dalla “parola”, vàc, mostrandoci come il suono e la “vibrazione” possiedano per questa religione un valore sacrale fondamentale.
Nei Purdna si afferma invece che vi furono diverse creazioni e distruzioni, rientrando nei ritmi della ciclicità tipici dell’induismo. Emblematico un passo della Brahma Samhita (5.48) in cui si dice che:
«Il Mahaa-Visnu, in cui tutti gli innumerevoli universi entrano e da cui tornano indietro semplicemente seguendo il suo respiro, è un’espansione di Krishna.
Krishna non è che una delle innumerevoli “manifestazioni” del Brahma, l’Essere Supremo, a cui i Bakti Vaishnava sono devoti. Il Rigveda prosegue descrivendo come Brahma, seduto sopra il loto e mentre stava finendo di nascere, volse il suo sguardo intorno a sé ma non percepì niente.
Gli occhi dei suoi quattro volti videro unicamente una immensa distesa di acque coperta da una spessa nebbia. La bellezza di quel paesaggio lo portò in un profondo stato di contemplazione ma anche di meditazione fino a quando una voce gli suggerì di pregare l’Essere Supremo.
In quell’istante apparve il Dio nella forma di un uomo dalle mille teste. Brahma si prostrò e, compiaciuto dal rispetto nei suoi confronti, l’Essere Supremo dissipò le tenebre mostrando a Brahma lo spettacolo della sua essenza in cui erano nascoste e addormentate tutte le forme e la vita di tutte le creature. Brahma ottenne quindi il potere e la facoltà di creare queste forme di vita.
Brahma rimase assorto nella contemplazione di questa immensa creazione per la durata di un anno divino, equivalente a 3110 milioni e 400 mila anni umani, e solo in quel momento l’Hiranyagarba iniziò la sua opera