Giorno particolare oggi, Sabato 30 Luglio. Tutto tace in quota; motivo in più per passare una giornata con gli amici. Però sappiamo benissimo che le regole non spetta a noi dettarle ma a lui; boati cupi e intensa attività iniziano a intravedersi in lontananza, quasi come se ti stesse chiamando, ti ordina di raggiungerlo perchè poco manca all'ottavo appuntamento.
Si lascia tutto alle spalle, e a volte anche gli amici che, da tali, comprendono la situazione.
In tutta fretta da Catania (luogo quantomeno scomodo per partire verso l'Etna) si sale verso le quote più alte superando i paesi che specialmente in quest'ultimo periodo abbiamo attraversato costantemente; il percorrere le medesime strade, passare piazze,traverse, solo per poter giungere a destinazione e ammirare anche solo un piccolo bagliore... questa volta però non si assisterà ad uno spettacolo a metà...
Si arriva alla funivia, di sola andata è il biglietto perchè l'intenzione è di rimanere a lungo lassù.
Arrivati a quota 2550 il solito paesaggio che però, chissà perchè, mi sembra ogni volta di diverso fascino; eppure tutt'attorno non c'è nulla... forse il fascino che ti dà l'Etna stà anche in questo.
L'occhio viene catturato in maniera quasi automatica, cade sugli apparati del 2001 e del 2002; percorriamo la strada dirigendoci verso le quote più alte aggirando questi testimoni silenziosi, un tempo protagonisti vivi in questa zona, sembra passato solo un istante... è ancora nitido il ricordo.
Finalmente ci appare il cono fumante del cratere di Sud-Est; il trabocco è iniziato da poco, ma la colata avanza lentamente e dopo aver percorso poche centinaia di metri non riesce più ad andare avanti. D'altro canto però persiste, fra i suoi alti e bassi, l'attività stromboliana sempre più intensa; non nascondo a me stesso che vivere o comunque iniziare a vivere l'Etna in questo modo, mi incute un certo timore. Involontariamente inizi a comprendere cosa hai ripreso fino ad oggi e cosa sia in grado di fare un vulcano attivo come l'Etna....ma ancora è presto per parlare, siamo solo all'inizio.
L'attività è costante, sembra non avere un'evoluzione, ma nonostante ciò ci avventuriamo fin dove il limite permette. Giungiamo alla stazione degli strumenti dell'Ingv; probabilmente l'Etna ci stava aspettando; non trascorre molto tempo ed è parossismo. Lava che scorre a velocità mai vista, bombe scagliate a centinaia di metri d'altezza.
Il vento, elemento che a noi che filmiamo o fotografiamo l'Etna da non poco fastidio, è nostro alleato; dirigendo il plume verso est. Questo ci permette di ammirare lo spettacolo da una distanza non superiore ai 700 metri.
L'evoluzione è repentina, il rumore incredibile.....è la voce dell'Etna.
E tra timori, spaventi, felicità e quant'altre emozioni, così com'era iniziato il parossismo finisce.
Si ritorna verso casa, è sabato sera e le strade che si inerpicano verso il Sapienza sono pregne di gente che da lontano ha voluto ammirare un fenomeno che pochi privilegiati hanno goduto da vicino.
Tornando a casa è già notte inoltrata, però non vado a dormire,non riesco. Osservo ciò che resta della colata in raffreddamento, quasi come ad accompagnare fino alla fine l'Etna e la sua attività.
Quando l'ultimo barlume di lava ormai è impercettibile all'occhio, solo allora, considero l'evento finito.
A quel punto è solo riposo, tanto per lui quanto per me...
Stamattina io mi sono svegliato, ma lui? Quando ritornerà a farsi sentire?
Immagini e montaggio:
Klaus Dorschfeldt alias KdEtna, Etna Draw