Sono rientrata da una passeggiata (notturna) a cavallo in un euforico stato confusionale. Ho intrapreso quest'esperienza con l'entusiasmo e la presunzione di chi ha la certezza di avere il mondo tra le mani. Ero certa, infatti, che i miei occhi si sarebbero adeguati al buio e che avrei ricordato, senza esitazione, quel percorso affrontato in tante belle mattinate. Quella sera nemmeno la luna faceva da guida ai miei passi e quelle strade conosciute erano diventate meravigliosamente nuove come se le stessi affrontando per la prima volta. Così ho avuto la consapevolezza che intorno a me è ancora tutto da scoprire, da imparare, da affermare. Per trovarmi, spesso, mi sono cercata negli occhi dei miei cavalli, e quella sera proprio gli occhi della mia cavalla sono diventati i miei, mi hanno fatto vedere il mondo intorno a me come non lo avevo mai percepito: una scoperta commovente, inevitabile, autentica. Questa esperienza notturna mi ha lasciato mille stimoli e sto ancora cercando di raccoglierli tutti. La mia cavalla mi ha riportato a casa col cuore pieno e la testa impigliata in qualche ramo che non sono riuscita ad evitare. Ci vorrà del tempo per sbrogliarla per bene. Ma alla fine so di essermi riscoperta col bisogno di affermare me stessa davanti al mondo, riaffermando quello che credevo di conoscere e di vedere.