Lungo la Transilvania resti accecato dai campi assolati di girasoli. Li osservi sfilare dal finestrino dell'auto, mentre pianure ondulate, punteggiate del giallo dei grossi fiori, si alternano a campi di granturco. Sui prati pascolano animali. Nell'aria fluttua un autentico ambiente bucolico.
A Bucarest passeggi per il colorato mercato di Obor, il palazzo Cantacuzino, l'Ateneul Român, la piazza Rivoluzione e quella dell'Università, il palazzo del Parlamento, la città vecchia. Ti rilassi alle terme di Bucarest, le più grandi d'Europa, poi ha inizio l'avventura vera, quella in Transilvania.
Bran, famosa per il Castello di Dracula, vuol dire porta. Infatti era l’accesso alla Transilvania. Andarci è come trovarsi su un set cinematografico. Lungo la strada è un susseguirsi di bancarelle colme di effigie di Dracula. Colpa dello scrittore Bram Stoker che nel suo romanzo “Dracula” elesse Bran a sede del principe valacco Vlad Tepes Dracul.
Brasov, con la magica chiesa Nera e il Castello Peles, vuol dire fortezza: i latini la chiamavano Corona, forse in onore alla sua coreografica cerchia di monti. La città si trova al limitare di un bosco abitato da orsi, che spinti dalla fame di tanto in tanto si aggirano nella periferia a frugare nei cassonetti.
Clay Castle, ricca di casette pittoresche, bianche e bordeaux, e prati curati, lungo un torrente, ti catapulta indietro nel tempo, in una di quelle fiaba raccontate dalla nonna quando eri bambino.
Sibiu è splendida e accogliente con le sue strade acciottolate ed edifici barocchi, mentre Sighisoara resta la città più colorata e romantica della Romania.
Biertan spicca per la più bella chiesa fortificata della Transilvania.
Viscri, invece, col suo antico villaggio sassone, ti lascia respirare la vita tradizionale dei locali e ammirare tappeti stesi ad asciugare, oche e cavalli lungo le larghe vie del paese, bimbi gioiosi divertirsi con giocattoli vetusti. È come se le pareti trasudassero vita autentica, esalassero un respiro di benessere e serenità.