Il 7 aprile 1944 ingenti forze naziste e repubblichine circondarono la zona di Capanne di Marcarolo, nell'Appennino Ligure-Piemontese, a pochi kilometri dal confine con la provincia di Genova.
Dopo alcuni scontri con le soverchianti forze nazifasciste, furono catturati 147 Partigiani, dei quali 97 furono fucilati nelle vicinanze dell'Abbazia della Benedicta, mentre gli altri nei giorni successivi catturati e passati per le armi in paesi vicini.
Altri 190 furono deportati presso il campo di concentramento di Mauthausen e solo 35 fecero ritorno a casa.
L'antico edificio della Benedicta, sorto come convento benedettino, venne minato e distrutto la sera del 7 aprile.
I fatti della Benedicta sono considerati come la più grande strage di Partigiani di tutta la guerra.