In collaborazione con La vita di un montatore video e con il supporto tecnico di Sony Italia, sono lieto di presentarvi il primo episodio di "Recensioni a modo mio".
Non ci saranno video tutorial, o approfondite analisi tecniche.
Dopo un breve cappello introduttivo, mostrerò il reale impiego sul campo dell'attrezzatura presa in esame, dando soprattutto spazio alla visione del filmmaker indipendente.
Vedremo all'opera: camere Sony, ottiche cine, ottiche fotografiche di nuova e vecchia generazione (vintage), luci, mix vari tra anamorfake e anamorfico reale, adattatori di vario genere (alcune vere chicche), attrezzatura bizzarra, trucchi, filtri, microfoni e tutto ciò che può rendere più interessante il nostro lavoro.
Perché solo camere Sony?
Credo che, per varie ragioni, da questo punto di vista (e non solo), oggi Sony riesca ad abbracciare l'utenza più varia, con prodotti trasversali di grande qualità, affidabili e facili da utilizzare.
Apro una parentesi: per chi è interessato a notizie sul fronte audio, mi rivolgo anche ai fonici professionisti e non solo ai filmmaker, per la parte introduttiva ho utilizzato l’eccellente microfono Lavalier omnidirezionale, Sony ECM-77BMP, con supporto dedicato prodotto da Bubble Bee.
Nel secondo episodio, grazie al preziosissimo aiuto di mia figlia Marta, parleremo di adattatori anamorfici posteriori, nello specifico il Rear Anamorphic di Laowa 1.33x, utilizzato in combinazione con l’immancabile Sony A1, le miravigliose Vespid di DZOFILM 25mm, 40mm e 75mm e il filtro Black Satin 3 di Tiffen.
Il Laowa è un adattatore anamorfico differente dai soliti "front".
E' nato per lavorare in combinazione con lo zoom cine OOOM di Laowa, ma può essere adattato anche ad altre lenti PL (non tutte) ed è perfetto in combinazione con sensori Super 35, per il formato 17/16:9.
Per adattarlo alle mie Vespid, oltre all'aggiunta di alcuni shim in dotazione, ho smontato l'adattatore, apportando qualche modifica alle impostazioni di fabbrica, necessarie (nel mio caso) per avere perfettamente a fuoco anche l'infinito.
Un adattatore anamorfico posteriore non presenta i classici "streak" tipici degli adattatori frontali, così come il bokeh ovale, ma è più compatto e comodo da utilizzare e dona alle immagini un sapore vintage, grazie anche ad un certo tipo di flare, tipico di alcune lenti cine di qualche anno fa.
Gli adattatori anamorfici posteriori hanno un altro grande vantaggio, ovvero, in generale, la possibilità di mantenere inalterate le caratteristiche delle lenti alle quali vengono abbinati.
Supporto tecnico: Sony Italia
In partnership con: La vita di un montatore video