Una storia che non avremmo mai voluto raccontare

Опубликовано: 16 Октябрь 2024
на канале: Rifugio Miletta
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Venerdì 23 novembre, nel nostro comune a due passi dal rifugio, veniamo chiamati da più persone che ci chiedono di intervenire per fermare una carneficina di daini all’interno di una proprietà privata. Arrivati vediamo tre uomini, uno è armato, e a terra ci sono corpi di 7 giovani daini con le gole tagliate. Più in là scorgiamo il resto del branco; i sopravvissuti si stringono gli uni agli altri, terrorizzati. Urliamo, gridiamo loro di fermarsi con tutta la rabbia che una simile scena può suscitare in persone empaticamente sane. Seguono momenti di concitazione, ma alla fine l’erede (i daini erano di proprietà dello zio) ferma il massacro spiegandoci che, volendo vendere la proprietà, doveva prima eliminare gli animali e questa era l’unica via possibile, avendo lo zio ottenuto l’autorizzazione alla loro detenzione come “allevamento di fauna selvatica a scopo alimentare”. Subito le spieghiamo che non è assolutamente così e che può trasferire gli animali presso un’altra struttura autorizzata alla detenzione. Le diciamo anche che il Rifugio Miletta si farebbe carico di tutte le spese per il loro trasferimento e che si occuperebbe di trovare la struttura. L’erede, verbalmente, si dice favorevole a questa soluzione; con il nostro avvocato proponiamo una scrittura privata in cui la proprietà dei daini verrebbe trasferita al Rifugio Miletta in attesa di trovare la nuova collocazione. La Provincia però, interpellata dall’erede, nega questa possibilità, in quanto il Rifugio Miletta non ha l’autorizzazione come “allevamento di fauna selvatica a scopo alimentare”; ma non nega la possibilità di trasferire direttamente gli animali presso la struttura autorizzata che nel frattempo siamo riusciti a trovare. Dunque, dopo 42 giorni avevamo pensato di essere finalmente riusciti a salvare i 21 daini superstiti, tutte mamme con le loro figlie. Non è stato così. Il 3 gennaio abbiamo ricevuto una telefonata dall’erede che ci comunicava la volontà di scegliere la via del macello per eliminare 21 vite che il destino ha voluto finissero nelle sue sciagurate mani.
NON SEMPRE CIÒ CHE È LEGALE È GIUSTO: sta alla coscienza e al progresso morale dell’individuo evitare scelte moralmente ripugnanti come ordinare lo sterminio di 21 vite non più desiderate.
Il Rifugio Miletta, insieme a tutte le persone che rispettano la vita e che provano compassione, chiede pubblicamente all’erede di scegliere l’unica soluzione accettabile da persone per bene: non uccidere.