Il 19 luglio ci era stata segnalata una cavalla in fin di vita nell’allevamento che avevamo chiamato “Inferno alle porte di casa”.
Abbiamo avuto molte difficoltà nell’ottenere l’autorizzazione a trasferirla in una clinica specializzata in equini, tant’è che si è reso necessario l’intervento del nostro avvocato, di una pattuglia dei Carabinieri e di un veterinario, libero professionista, che certificasse le condizioni della cavalla che, secondo qualcuno, aveva solamente saltato qualche merenda.
Finalmente, all’1 e 30 del mattino, arriviamo alla clinica, poco fuori Milano.
Dopo 42 giorni di ricovero in clinica la cavalla è stata dimessa. La diagnosi era “cachessia”: stava morendo di fame e di sete. Se cadeva a terra, non aveva più le forze per rialzarsi ed era necessario un argano per rimetterla sulle zampe.
Dopo altri 62 giorni trascorsi in una struttura di riabilitazione, finalmente ora è a casa.
Arriviamo alle note dolenti: le spese straordinarie sostenute dal rifugio per gli animali de “L’inferno alle porte di casa” ammontano a € 24.386,74 così suddivisi:
€ 15.307,24 di cure veterinarie;
€ 1.600 donati a Jill Phipps per l’accoglienza di 3 bovini;
€ 800 per i trasporti;
€ 6.679,50 per lo stallo e la somministrazione delle terapie a mamma, puledra e cavalla magrissima.
Per aiutarci a saldare tutti i debiti per i 16 animali che abbiamo soccorso da quell’allevamento puoi fare una donazione con Bonifico (IBAN IT93R0501801000000017196304) o PayPal ([email protected]). Ricordati di inserire la causale “Inferno”.
Leggi la storia completa: https://www.rifugiomiletta.org/infern...
Grazie di cuore