"Shortcut" series - Ep 04 - Macchina del tempo

Опубликовано: 12 Июль 2026
на канале: MasCaraWave
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Questa è SHORTCUT la serie che abbiamo creato per raccontare, con parole, video, e alcuni frammenti di vita quotidiana la nostra storia ma soprattutto: suonare. Il Faro non è l’unico studio in cui abbiamo fatto esperienza, nel corso del tempo, anzi le nostre incursioni ci hanno traghettato in diverse parti di Milano prima di approdare all’ormai storico Mono Studio, che ai tempi del nostro primo lavoro discografico, era situato al numero 69 di corso di Porta Ticinese. Ma molti altri sono quelli che avremmo e speriamo in futuro di poter menzionare. In questo spaccato recuperiamo il percorso che ci ha fatti arrivare allo stupendo “Il Sotto Mare Studio” di Luca Tacconi situato a Povegliano Veronese alle porte di Verona appunto. In maniera del tutto abbreviata vi mostriamo qualche piccolo aneddoto legato ai luoghi vissuti, mostrando anche il fianco al tempo che passa e alla nostra crescita. Di uomini. Di artisti.

Non mancano ovviamente le stranezze: Il cane Toby di Matteo Sandri mandato a molestare Nicholas nella sessione di registrazione e poi mantenuto all’interno del disco, la presenza costante di Matteo Cantaluppi in veste di produttore, dei suoi aneddoti, dei suoi piccoli tranelli per testare le nostre convinzioni.

Le risate, le chitarre, Simone, il nostro tastierista che in questo ultimo lavoro ha deciso di dedicarsi al suo progetto electro.

Come vedete c’è sempre una ricchezza di vita in queste registrazioni che hanno visto le nostre canzoni prendere corpo nel corso del tempo. Avere tutto questo materiale è il sintomo di una necessità nostra di raccontarci, di fermare il più possibile, di lasciare una testimonianza del nostro lavoro. Mette un punto sull’ aver fatto del nostro meglio, per noi stessi, con gioia, coraggio e dedizione. Infine è importante sottolineare che non esiste il la sola esigenza di esibirsi ma vi è tutto il mondo che appartenente alla creazione, al semplice vivere il viaggio con i propri compagni d’avventure, a richiedere una luce, un riflettore puntato ed è questo il regalo, il dono, l’insegnamento che speriamo traspaia da questo nostro Desktop a cielo aperto.

La traccia di questo quarto appuntamento è il brano ispirato al libro di Murakami ma come sempre è un pretesto per riflettere sul flusso di pensieri che la musica, l’amore, gli avvenimenti mettono in circolo. Gli aneddoti sono innumerevoli a partire dal fatto che questo è un brano che stava per essere scartato ed è l’unico ad essere interpretato più che cantato. Nato da uno dei tanti post che dopo ogni concerto, tra il 2014-15 venivano scritti nelle notti adrenaliniche di tour e traggono ispirazione dal percorso e dalle persone incontrate durante la corsa che dal numero 23 di Viale Monza, Lucantonio percorreva verso corso Buenos Aires a Milano. La casa di Sara è stato il punto di partenza e di fine e quel civico, nel corso del tempo è il legame indissolubile delle tante coincidenze e dei numeri che aleggiano sotto alla pelle digitale del nostro disco.



Lyrics Track 11 Questo è un uomo, questo è un palazzo

L’arte di correre


L’arte di correre
I piedi trascinati
Poi leggeri
disfatti
Un sera di fine Marzo il ragazzo che frigge le patate mi sfotte
Passo oltre l’orchestra urbana di auto
E torno a casa di Sara
Un’isola di felicità nella mia testa
Ma pronta ad esplodere come una palla di Natale scocciata e piena di chiodi

Mi suda la fronte

E non mi fotte del caldo
E corro dove non so
ma ci sei tu
oppure no, oppure no

Qui tu non ci verrai più
Qui tu non ci verrai

Ho i Faithless nelle cuffie
La tecno poi soppianta le chitarre
Gli interpol nella metropolitana
In un salto a piedi pari
Ed ho in mente lui, il ragazzo che frigge le patate e mi sfotte
E scrivo dell’asfalto liquido la notte in un post
Dei palazzi come matite spuntate
Di piaghe sempre aperte
E il cuore in disparte
Che rallenta
Thum
Thum
Thum

E qui non ci verrai mai più
Mai più