Allarme scuola, oltre ai docenti in Lombardia mancano 3.500 operatori scolastici

Опубликовано: 19 Октябрь 2024
на канале: Milano Pavia TV - Canale 78
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A meno di tre settimane dal via, la scuola lombarda ha ancora parecchie falle da tappare. Parliamo, ovviamente, del personale docente, che come sempre vive di fluttuazioni negative quando si parla di numeri. Quest’anno, secondo le stime della Cgil, i posti disponibili per le stabilizzazioni saranno poco più di 11mila, a fronte di un fabbisogno che però supera le 16mila unità.
Ma non parliamo solo di insegnanti, perché la crisi colpisce anche il personale di servizio. Una mancanza che rischia anche di impattare sul rientro in classe degli alunni. Personale amministrativo, tecnico e collaboratori scolastici sembrano essere diventata merce rara di questi tempi. Secondo l’elaborazione fatta dal Centro studi OrizzonteScuola sui dati ministeriali, in Lombardia sono da coprire 2.246 supplenze per i collaboratori scolastici, 505 per gli assistenti tecnici e 787 per gli assistenti amministrativi. In totale fanno circa 3.500 figure.
Ed è Milano, tra le province lombarde, ad avere in valore assoluto il maggior numero di posti da coprire: ben 1.135 persone, di cui 731 collaboratori scolastici.
Le procedure sono in corso per riempire tutti i posti, spiegano dall’ufficio scolastico regionale, ma quest’anno preoccupa soprattutto la questione dei Direttori dei servizi generali amministrativi, figure chiave per gestire l’aspetto organizzativo dei servizi generali e delle attività amministrativo-contabili degli istituti. Da quest’anno infatti è stata introdotta una nuova procedura di cui però al momento non si sa nulla. In tutto, sono circa 300 le posizioni di direttori da coprire e più di metà delle scuole lombarde rischia di iniziare l’anno senza questa figura.
Ma serve anche una risposta quantitativa, sottolinea la Cgil. “Gli organici – aggiungono dal sindacato - vanno adeguati alle esigenze reali delle scuole, perché oggi si lavora in condizioni di disagio e stress lavoro correlato”. La richiesta insomma è quella di cambiare le regole del reclutamento.