Mario Giacalone legge Li Bai
Li Bai, noto in Occidente anche come Li Po (李白S, Lǐ BáiP; Suyab, 19 maggio 701 – Contea di Dangtu, 30 novembre 762), è stato un poeta cinese, considerato tra i massimi della Dinastia Tang (assieme a Du Fu[1] e Bai Juyi) e dell'intera letteratura cinese.
Nomi
Cinese: 李白
Pinyin: Lǐ Bái
Wade-Giles: Li Pai
Cantonese: Léih Baahk
Zi: Tàibái (太白)
McCune-Reischauer: I Baek
Rōmaji: Ri Haku
noto anche come: L'immortale poeta
(Shīxiān, 詩仙)
Il nome "Li Po" deriva dalla trascrizione della pronuncia cinese "Li Bo" (in pinyin: Lǐ Bó), una speciale pronuncia dei caratteri 李白 impiegata fin dall'VIII secolo d.C. da poeti e letterati cinesi per riferirsi al poeta con un termine onorifico che rendesse omaggio e riconoscimento alla sua grandezza e importanza. Essa era ancora presente negli ambienti colti cinesi nel XIX secolo, l'epoca delle prime traduzioni di poesie cinesi nelle lingue europee. Per questo motivo la prima trascrizione in lingua occidentale del nome del poeta fu "Li Po"[4]. Nella Cina contemporanea la pronuncia "Li Bo" è una variante ormai desueta, in favore dalla comune "Li Bai". Viene chiamato anche l'immortale caduto e l'immortale poeta, (dove per immortale - xiān, 仙 - si intende eremita taoista di eccezionale longevità). Di lui rimangono circa 1.100 poesie, alcune delle quali di incerta attribuzione. Fra queste, 34 sono state inserite nell'antologia Trecento poesie Tang, stilata nel 1763 da Sun Zhu.
Una delle prime traduzioni delle sue opere venne pubblicata in Europa nel 1862. Si tratta dell'antologia francese Poésies de l'époque des Thang (VIIe, VIIIe et IXe siècles de notre ère) a opera del marchese Léon d'Hervey de Saint-Denys[5], in seguito tradotta anche in tedesco e in inglese.
Li Bai è divenuto celebre tanto per la carica suggestiva e l'originalità delle sue immagini, da cui fa capolino un'indole contemplativa in cui si possono riconoscere influenze taoiste, quanto per la sua capacità di mantenere i propri versi all'interno delle regole formali della poesia cinese. La sua capacità di conciliare carica espressiva, immaginazione e instancabile ricerca dell'equilibrio compositivo ne ha reso un modello per letterati e poeti dei secoli successivi, e una figura cardine nella storia delle letteratura e poesia cinese.
Tra le tematiche di maggior peso nelle poesie di Li Bai vanno annoverate l'importanza dell'amicizia, l'esperienza della solitudine e il distacco dalla mondanità, la consapevolezza del trascorrere del tempo e il piacere che si può ricavare dalla semplice contemplazione della natura. Li Bai trascorse gran parte della sua vita viaggiando, e la tradizione lo ricorda come un forte bevitore: all'ebbrezza dedicò alcuni componimenti divenuti famosi, e la leggenda narra che sia morto annegato nel fiume Chang Jiang dopo essere caduto dalla barca mentre ubriaco tentava di afferrare la luna riflessa nelle acque. Li Bai è raffigurato nel Wu Shuang Pu di Jin Guliang (無雙譜, Tavola degli eroi incomparabili).
Gustav Mahler si ispirò a quattro scritti di Li Po per il suo Das Lied von der Erde. tratti dall'antologia tedesca Die chinesische Flöte che Hans Begthe, tradusse dalla traduzione francese.
Nel mondo anglosassone molta fama venne a Li Po grazie all'antologia Cathay di Ezra Pound, che si improvvisò traduttore dal cinese classico. In realtà le opere tradotte già esistevano in lingue europee ma Pound, attratto dalle teorie di Ernest Fenollosa, ritenne si dovessero tradurre facendo in modo che di ogni logogramma si esprimessero anche i pittogrammi in essi contenuti (nel radicale o nella parte fonetica), anche se il carattere era puramente fonetico o elemento unicamente grammaticale. Questo modo di procedere potrebbe essere paragonato a una traduzione da una lingua in caratteri latini in cui a ogni lettera dell'alfabeto fosse dato il suo originario valore semantico e pittografico (ad esempio: la testa di bue per la lettera A).
Ovviamente, questo conduceva a notevoli slittamenti di senso e a una confusione non gestibile se non tagliando e saltando senza criterio i caratteri che non riuscivano a rientrare nel gioco della "traduzione".
Se la sinologia non accettò questo metodo di comprensione e traduzione del testo, tuttavia il mondo poetico molto apprezzò il pastiche culturale creato da Pound.
Nel romanzo breve di Hermann Hesse L'ultima estate di Klingsor, il protagonista ama presentare sé stesso come un alter ego del poeta cinese.
La figura di Li Po è citata nel romanzo Ehi Prof! di Frank McCourt, durante il dialogo tra il protagonista e la studentessa di origine cinese Nancy Chu.
Il poeta e scrittore americano Charles Bukowski ha narrato in alcuni suoi racconti di quanto ammirasse Li Po, specie per quanto riguarda i numerosi racconti riguardo alla sua abitudine all'ebbrezza, oltre che di come fosse solito scrivere poesie per poi "liberarle" gettandole nel fiume o gettandole nel fuoco.
#libai #poesia #poesie