Boris Custodiev

Опубликовано: 18 Август 2026
на канале: Marinella Mancinelli
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Boris Michajlovič Kustodiev / Борис Михайлович Кустодиев (Astrachan', 7 marzo 1878 - Leningrado, 28 maggio 1927) è stato un pittore e scenografo russo. Nacque nella famiglia di un professore di filosofia, storia della letteratura e logica presso il locale seminario teologico. Suo padre morì giovane, ed il peso del mantenimento della famiglia ricadde sulle spalle della madre. La famiglia Kustodiev affittò una piccola ala della casa di un ricco mercante. È qui che il ragazzo formò le sue prime impressioni sulla vita della classe mercantile nella provincia russa. L'artista scrisse successivamente: «Il modo di vivere dei ricchi e facoltosi mercanti era proprio lì, sotto il mio naso... Era come se venisse da un'opera di Ostrovskij». L'artista conservò queste impressioni giovanili per anni, ricreandole successivamente negli oli e negli acquerelli. Nel 1903 sposò Julija Prošinskaja (1880-1942). Visitò la Francia e la Spagna, grazie ad un sussidio dell'Accademia Imperiale delle Arti, nel 1904. Sempre nel 1904, frequentò lo studio privato di Émile-René Ménard a Parigi. In seguito viaggiò ancora in Spagna e quindi, nel 1907, in Italia. Nel 1909 visitò l'Austria e la Germania, e poi nuovamente la Francia e l'Italia. Nel corso di questi anni dipinse molti ritratti ed opere di genere. Comunque, indipendentemente da dove si trovasse, nell'assolata Siviglia o nei parchi di Versailles, Kustodiev sentiva l'irresistibile attrattiva della madre patria. Dopo cinque mesi in Francia tornò in Russia, scrivendo con evidente gioia al suo amico Mate che tornava ancora una volta «nella nostra benedetta terra russa». Nel 1909 venne eletto all'Accademia russa di belle arti. Continuò a lavorare intensamente, ma una grave malattia, la tubercolosi della spina dorsale, lo costrinse a curarsi. Su suggerimento dei suoi medici si spostò in Svizzera, dove passò un anno sottoponendosi a cure in una clinica privata. Nel 1916 divenne paraplegico. Scrisse: "Ora tutto il mio mondo è la mia stanza". La sua capacità di rimanere contento e vitale, nonostante la paralisi, stupiva tutti. I suoi dipinti colorati e di genere gioioso non rivelano le sue sofferenze fisiche, e forniscono al contrario l'impressione di una vita allegra e spensierata.