Il MISTERO delle OSSA di DANTE

Опубликовано: 09 Август 2026
на канале: Vito Panzella
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Nato Fiorentino, morto Romagnolo. “...qui sta racchiuso Dante, esule dalla patria terra, che generò Firenze, madre di poco amore.” recita l’epigrafe latina nel suo sepolcro di Ravenna.

Dante Alighieri, il sommo poeta, fu sepolto a Ravenna nel 1321 in un sarcofago posto all’esterno della Basilica di San Francesco. Nella città romagnola giunse nel 1318, uno dei tanti luoghi toccati durante quel triste e lungo esilio dalla Città di Firenze. Nei secoli successivi, dinanzi alle pretese di Firenze che rivendicava le spoglie del suo poeta, i francescani trafugarono le ossa dello scrittore per nasconderle in una cassetta murata all’interno di un oratorio attiguo. Invano i fiorentini, anche con il sostegno del Papa, provarono a riprendersi i resti mortali del sommo poeta, il loro figlio esiliato in vita che dopo la morte stava divenendo sempre più importante in tutta la penisola italiana. I ravennati non sentirono ragioni custodendo gelosamente il nascondiglio delle ossa di Dante.

Per secoli coloro che si recavano a visitare il sepolcro di Dante rendevano omaggio in realtà a una tomba vuota, tra l’altro caduta in rovina.

Le ossa di Dante furono ritrovate per caso solamente il 27 maggio 1865, durante alcuni lavori fatti per le celebrazioni del poeta. La piccola cassa sembrò di scarso valore, ma fu uno studente, Anastasio Matteucci, a leggere l’iscrizione incisa che rivelò il suo contenuto prezioso. I resti furono poi sistemati nel tempietto conosciuto come Tomba di Dante e che oggi richiama milioni di turisti nella città romagnola.

(Fonti Archivio di Stato Roma, Beni Culturali)