Estratto da "Paralleli#43"
• Paralleli#43 - Criotec+Inkmaker
Nel corso del 2012, la Fondazione Human+ e la Camera di commercio di Torino, con la supervisione scientifica del Politecnico di Torino, hanno studiato alcune piccole e medie imprese piemontesi per capire come fanno innovazione, concentrandosi soprattutto sull'Open Innovation.
Sono state osservate le buone pratiche di queste imprese nel gestire l'innovazione (la strategia seguita, la rete di attori esterni coinvolti, il modo di organizzarsi, i risultati ottenuti), utilizzando una metodologia di ricerca anch'essa innovativa per il nostro Paese, lo storytelling.
Il materiale raccolto è diventato un volume collettivo di racconti a cura di dodici scrittori e ha dato origine a un report di ricerca sulle 12 imprese coinvolte.
L'innovazione in Inkmaker
Un'azienda con una lunga storia di innovazione di prodotto, che sta accelerando sull'innovazione di processo e organizzativa. Questo è in sintesi quanto sta avvenendo in Inkmaker, piccola multinazionale italiana, tra i leader mondiali nel proprio settore.
Il passato di Inkmaker è stato caratterizzato da una "killer-application", una tecnologia radicalmente nuova, il "tintometro industriale", cioè un impianto innovativo di dosaggio di inchiostri e vernici che negli anni è diventato una famiglia di prodotti oggetto di un costante sviluppo e miglioramento incrementale. Per sostenere l'innovazione di prodotto, Inkmaker ha attualmente una struttura di progettazione e ricerca & sviluppo con 8 risorse suddivise tra la sede italiana e quella del partner commerciale a Kuala Lumpur (Malesia).
Il presente e il futuro di Inkmaker si giocano non solo più sull'innovazione di prodotto, ma sull'innovazione dei processi di lavoro e dell'architettura organizzativa dell'azienda: la complessità raggiunta dagli impianti, soprattutto quelli di grandi dimensioni (con uno sviluppo lineare di oltre 40 metri) richiede un mix sempre più articolato di competenze di elettronica ed elettrotecnica, automazione industriale e IT, engineering e meccanica, che ha portato a sviluppare un modello organizzativo inedito di impresa a rete, in cui è essenziale "l'individuazione delle competenze che vogliamo continuare a coltivare dentro (competenze core) e l'individuazione delle competenze che dobbiamo comprare fuori".
Oggi Inkmaker ha partnership stabili con imprese terziste che operano fisicamente in Azienda nell'assemblaggio degli impianti e che hanno raggiunto il 50% della forza lavoro presente in stabilimento. La stessa dinamica si presenta nel processo di gestione delle commesse (dalla progettazione alla spedizione al cliente), che comporta un numero crescente di passaggi, soggetti coinvolti, componenti e tecnologie. Inkmaker si è data l'obiettivo di migliorare i flussi di lavoro attraverso l'uso di metodologie di controllo e programmazione della produzione che permettono la disponibilità on-line dei dati integrati di commessa e "la loro condivisione con i nostri partner e terzisti, con tutti quelli che sono gli attori coinvolti nella costruzione della macchina".
Il sistema di innovazione di Inkmaker funziona grazie a una rete selettiva di attori: principalmente i clienti, le cui richieste sono lo stimolo principale all'innovazione e, come si è detto, il network di fornitori che sono parte integrante dei processi produttivi. Altri soggetti (come centri di ricerca e università, consorzi pubblici, produttori di tecnologie complementari) non rivestono un ruolo particolare.
L'organizzazione del processo che genera innovazione ha come punto di riferimento i settori della Progettazione e Ricerca & Sviluppo. I ritorni dell'innovazione sono evidenti soprattutto per quanto riguarda il nuovo modello organizzativo, che ha già portato a maggiore flessibilità e capacità produttiva, contenimento dei costi, efficienza nei tempi, incremento dei ricavi.