Nel 2021, il decreto legislativo 215 o 216 (non mi ricordo mai quale) ha introdotto delle modifiche significative riguardanti il ruolo del preposto. Fondamentalmente, con il 215 (o 216), hanno aggiunto una piccola modifica: hanno stabilito che il preposto deve essere sempre presente e deve essere individuato, non semplicemente nominato. La parola "individuato" è fondamentale, in quanto sottolinea la responsabilità del preposto di interrompere le operazioni se rileva qualcosa di pericoloso.
Questo ha portato ad una responsabilità penale aggiuntiva per il preposto. Ecco perché vi chiedo: perché mi stai dicendo tutto questo? Nel corso delle indagini, ricostruiscono chi è il preposto in base alle testimonianze raccolte. Le informazioni testimoniali sono ottenute attraverso interviste fatte due volte: subito dopo l'incidente e successivamente. Queste interviste sono poi sintetizzate in un documento, dove è meglio rispondere con un semplice sì o no piuttosto che fornire una spiegazione dettagliata.
Tornando al punto, durante queste indagini, ricostruiscono gli eventi e stabiliscono l'organigramma dell'azienda. Ora, qui c'è il problema: gli ispettori ritengono che, in ogni coppia di lavoratori, uno dei due debba essere il preposto. Non può esserci una situazione in cui entrambi non abbiano un ruolo di supervisione o organizzazione reciproca. È come se non si possa avere un responsabile per ogni area del capannone, perché, ovviamente, non può essere ovunque contemporaneamente. Quindi, nel caso ad esempio del magazzino, se questo è abbastanza grande, il preposto non può essere costantemente presente.
Ecco dove sta il problema: in base alle testimonianze raccolte, decidono chi dei lavoratori è il preposto, ma spesso questa scelta è arbitraria e si basa sul fatto che è la persona che dà consigli sul lavoro, che organizza e aiuta gli altri. In altre parole, il preposto è spesso quello più attivo e disponibile, ma alla fine è lui che viene incriminato.
È spaventoso, vero? Ho già affrontato diversi casi di preposti "di fatto" selezionati dall'ATS e alcuni di loro hanno già ricevuto condanne.
Quindi, la questione è: il preposto ha davvero delle responsabilità nel caso in cui un lavoratore agisca in modo imprudente e si faccia male?
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