La risposta che mi danno sempre è questa: se il mio intervento avrebbe evitato l'infortunio, sì. Se l'infortunio è stato troppo veloce, non evitabile, non preventivabile, non prevedibile, no. Cioè, se lui sta facendo una cosa fatta male e siamo vicini ma è talmente veloce, istantanea che non mi accorgo nemmeno che la fa, io non ho responsabilità. Se invece lo fa piano, smonta tutto, ripari, lo vedo, assisto, lì mi tirano dentro.
È tutto interpretativo, è il bello del nostro lavoro, è tutto un'interpretazione. Sono talmente tante norme, di talmente tante paroline, che magari sentite un altro che fa il mio stesso lavoro e dice esattamente una cosa diversa, che è terrificante da dire...
Poi, durante le SIT, decidono chi è il dirigente e magari è un responsabile di reparto che ha un po' di potere di spesa. Anche quello l'ho visto, perché può spendere dei soldi senza dover chiedere il permesso. Quindi, quello che ha comprato la scala, con quell'operaio che si è arrampicato sopra la pressa e la scala non era norma ed è caduta con l'operaio dentro, che è una cosa che mi è capitata: una pressa altissima come un condominio, con quelle scale che tu appoggi e poi sali su, si è agganciata male, lui bello imbragato, è caduto dentro con la scala, e lì c'era praticamente un ordine aperto col fabbro. E il responsabile del reparto ha ordinato la scala, l'ha controllata, l'ha provata, l'ha messa in funzione... E quindi, oltre ai poteri organizzativi ha i poteri di spesa.
Per farvi esempi, no? Datori di lavoro, poi anche lì c'è il datore di lavoro che sono una duplicazione dei ruoli, il CDA... Non entro in quel marasma perché lì entriamo nel casino.
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